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Cuneo fiscale: cos’è e perché è importante ridurlo

Il costo del lavoro in Italia è ancora molto alto e penalizza sia le aziende che i lavoratori, ma la Legge di Bilancio 2020 ha in programma un forte investimento.

La riduzione del cuneo fiscale è al primo posto nella classifica delle sfide che l’Italia intende affrontare. Questa la promessa del Governo, che ha posto la diminuzione del costo complessivo del lavoro tra i punti cardine della Legge di Bilancio 2020.

Cosa significa cuneo fiscale?

Per cuneo fiscale si intende la somma delle imposte (dirette, indirette, contributi previdenziali) che impattano sul costo del lavoro, sia dalla parte dei datori di lavoro, sia rispetto ai lavoratori dipendenti, autonomi o liberi professionisti. In sostanza, il cuneo fiscale è la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore. Attraverso questo parametro si possono quantificare gli effetti della tassazione del costo del lavoro sul reddito dei lavoratori, dell’occupazione e del mercato del lavoro.

Il cuneo fiscale in Italia

In Italia il cuneo fiscale è ancora molto alto, come dimostrano i dati sul cuneo fiscale pubblicati dall’Ocse nel rapporto Taxing Wages 2019. A fronte di un valore medio del cuneo fiscale nei 36 Paesi Ocse pari al 36,1%, l’Italia occupa il terzo posto. Un singolo lavoratore senza figli a carico è sottoposto ad un cuneo fiscale del 47,9%, di cui il 16,7% è rappresentato dalle imposte personali sul reddito ed il restante 31,2% dai contributi previdenziali, di cui una parte è a carico del lavoratore (7,2%) e l’altra del datore di lavoro (24%).

La riforma per il taglio del cuneo fiscale

Per rilanciare le imprese e l’occupazione, secondo sindacati e Confindustria, è necessario che l’abbassamento del cuneo fiscale sia una priorità del Governo. Diminuire il costo del lavoro per le imprese permetterebbe di incentivare l’occupazione, mentre una minore tassazione per i lavoratori aumenterebbe le loro risorse economiche da spendere e/o investire. Già con la Manovra del 2019 si era parlato di taglio del cuneo fiscale, ma in concreto sono solo state abbassate le tariffe Inail e la complessa materia del costo del lavoro è rimasta sostanzialmente invariata.

Stando alle ultime dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, invece, oggi sono stati previsti circa 3 miliardi di euro per il taglio del cuneo fiscale. L’importo dovrebbe poi aumentare a 5 miliardi nel 2021. A beneficiarne però saranno solo alcuni lavoratori e non anche le imprese, almeno per il 2020.

Godranno del taglio tutti i lavoratori dipendenti che già usufruiscono del bonus Renzi e i contribuenti con redditi fino a 35.000 euro lordi. Secondo le prime stime, la riduzione del cuneo porterebbe circa 15 euro in più al mese ai lavoratori con redditi da 8.000 euro fino a 24.000, 33 euro in più al mese per la fascia di reddito fino a 26.000 euro e 95 euro in più per la fascia fino a 35.000 euro. L’erogazione potrebbe avvenire in un’unica soluzione nella busta paga di luglio 2020, oppure essere distribuita in più rate.

GuardiaCivica - Cuneo fiscale: cos’è e perché è importante ridurlo

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