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MAMME LAVORATRICI: sono troppe le dimissioni volontarie. Guardiacivica prepara le proposte per il Ministero del Lavoro.

Oramai abbiamo il dato certo riguardante il 2019. L'Ispettorato del lavoro ha comunicato che le dimissioni volontarie sono oltre 37mila pari al 73% del totale. Questo vuol dire che è tristemente confermata la problematica che vede crescere in maniera spropositata l'entità della difficoltà di essere madri e lavoratrici . A questo punto è chiaro che si rendono necessarie forme positive di flessibilità del lavoro. 

Siamo fermamente convinti che  l’occupazione femminile deve essere al centro dell’agenda per la ripartenza del Paese e, pertanto, abbiamo deciso di formulare ufficialmente delle proposte che vadano in questo senso e che provvederemo a recapitare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Tra i motivi della decisione di lasciare il posto di lavoro, prevalgono:

1)  le difficoltà di conciliare quest’ultimo con le esigenze di cura dei figli;

2) la mancanza di una rete parentale di supporto 

3) la mancanza di posti nell’asilo nido e gli elevati costi dei servizi di cura al bambino, quali asili nido e babysitter 

4) la poca disponibilità da parte delle aziende a concedere il lavoro part time

Ma chi sono le lavoratrici che lasciano il lavoro alla nascita di un figlio?

La maggior parte delle lavoratrici non è più giovanissima e ha un’età compresa tra 26-35 anni. Il dato conferma l’età mediamente elevata alla nascita del 1° figlio.  La maggior parte di coloro che lasciano il lavoro presenta le dimissioni dopo la nascita del primo bambino (63%); due figli (28%) o più (5%). Limitato, invece, il numero di coloro che lasciano il lavoro durante la gravidanza (4%). 

Nella maggior parte dei casi, e in misura superiore al dato nazionale, si tratta di lavoratrici con figli con meno di un anno di età. Le imprese dalle quali le lavoratrici provengono sono prevalentemente di piccole e piccolissime dimensioni, quasi sempre non sindacalizzate, e dove probabilmente è più difficile trovare risposte adeguate alle nuove esigenze di flessibilità richieste dalla nascita di un bambino: il 65% delle aziende che le donne lasciano quando nasce un figlio ha meno di 15 dipendenti (56% a livello nazionale) e il 16% ha tra 16 e 50 dipendenti.

È sempre più evidente la necessità che il diritto al lavoro possa realmente coniugarsi con quello alla maternità; per questo occorrono misure concrete e durature, frutto di una strategia complessiva che riconosca la centralità del lavoro delle donne con un sistema di infrastrutture sociali idoneo a rispondere ai bisogni delle madri, dei padri e dei bambini. Se da un lato la priorità è creare nuovi posti di lavoro, dall’altro, occorre mettere in condizioni chi il lavoro ce l’ha, di poterlo mantenere serenamente


GuardiaCivica - MAMME LAVORATRICI: sono troppe le dimissioni volontarie. Guardiacivica prepara le proposte per il Ministero del Lavoro.

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