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Donne in gravidanza: perchè viene raccomandata una dieta ricca di vegetali adottata a partire dai mesi che precedono la gravidanza.

Diversi i benefici di una dieta ricca di vegetali adottata a partire dai mesi che precedono la gravidanza. Tra questi, anche un rischio più basso di partorire prima del termine. Due porzioni di frutta e tre di verdura: ogni giorno, ma a maggior ragione in gravidanza.

Dare seguito alle indicazioni dei nutrizionisti, relativamente al consumo di vegetali, è ancora più importante nel corso dei mesi che portano alla nascita di un figlio. In questo modo, la sua salute viene tutelata nel miglior modo possibile: dal punto di vista dello sviluppo del sistema nervoso e della salute metabolica del neonato, fino al controllo del peso alla nascita. Sarebbe però anche un altro l'aspetto della gestazione in grado di essere condizionato dalla dieta materna: il momento della nascita di un bambino. Maggiore è l'apporto di frutta e verdura, infatti, più basso è il rischio di partorire prima del termine.

FRUTTA E VERDURA PER NON ANTICIPARE IL PARTO

A indagare l'impatto che l'adesione a una dieta a «trazione» vegetariana può avere sulle tempistiche della conclusione di una gravidanza, è stato un gruppo di ricercatori australiani. Gli scienziati dell'Università del Queensland hanno selezionato 3.422 donne senza figli per indagare quale legame possa esserci tra lo schema alimentare della futura mamma, il rischio di parto pretermine e basso peso alla nascita del neonato. Lo studio è stato avviato quando nessuna di loro (25-36 anni) era dolce attesa, in modo da valutare l'effetto della dieta a partire dal periodo preconcezionale. Dall'analisi dei report dei consumi alimentari riferiti dalle donne, emerge che un elevato consumo di verdura (più che di frutta) prima del concepimento contribuisce a raggiungere il termine della gravidanza nei tempi previsti. Ovvero: tra le settimane numero 37 e 41. E ciò, stando a quanto riportato sull'American Journal of Clinical Nutrition, indipendentemente da altri aspetti che possono far sopraggiungere in anticipo il parto.

QUATTRO SCHEMI ALIMENTARI A CONFRONTO

Analizzando le diete delle donne, i ricercatori hanno individuato quattro schemi alimentari: uno ad alto contenuto di grassi (con frequenti consumi di carne di maiale, vitello, manzo, agnello, pollo, salsiccia, salame, pancetta, pesce e patatine fritte), uno definito «prudente» (ricco di arance, funghi, zucchine, spinaci, fotu, lattuga, avogado, cocomero, mele, latte di soia, pesce in scatola), uno ad alto contenuto di alimenti raffinati (pasta, biscotti, cracker, riso, cioccolato, pizze, torte, patatine fritte, salse) e uno di impronta vegetariana (impreziosito da un frequente carote, cavolfiori, broccoli, zucca, cavoli, fagiolini e patate).

Il maggior numero di parti pretermine è stato registrato tra le donne inserite nel terzo gruppo, quello più basso tra le appartenenti all'ultimo. In linea generale, più esposte sono risultate le  mamme in sovrappeso e coloro che, nell'arco dei nove mesi, avevano sviluppato la gestosi o il diabete gestazionale. Segno che, per dirla con Dereje Gete, ricercatore in sanità pubblica e prima firma della pubblicazione, «le verdure, in quanto ricche di sostanze antiossidanti e di altri nutrienti con effetto antinfiammatorio, hanno un'efficacia nel ridurre il rischio di diversi esiti avversi alla nascita», tra cui il parto pretermine.

GuardiaCivica - Donne in gravidanza: perchè viene raccomandata una dieta ricca di vegetali adottata a partire dai mesi che precedono la gravidanza.

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