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Chiedere soldi all'amante per non rivelare la relazione secondo la Cassazione è un reato

Per la Cassazione una minaccia formulata per coartare l'altrui volontà e ottenere risultati non conformi a giustizia costituisce illegittima intimidazione ex art. 629 c.c.

Scatta il reato di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni se l'ex amante, allo scopo di ottenere da lui del soldi, minaccia il marito fedifrago di rivelare alla moglie e ai figli della relazione extraconiugale tra loro intercorsa.

Irrilevante, inoltre, è anche il fatto che l'amante avesse richiesto i soldi come "riparazione pecuniaria" per gli aborti praticati per salvaguardare il matrimonio della persona offesa, in quanto al massimo si tratterebbe dell'adempimento di un'obbligazione naturale non azionabile in giudizio.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, nella sentenza n. 31732/2018 (qui sotto allegata) dichiarando inammissibile il ricorso una donna condannata per aver minacciato, se non avesse ottenuto dei soldi, di rivelare alla moglie e ai figli dell'ex amante la relazione extraconiugale che l'uomo aveva avuto con lei.

Innanzi agli Ermellini, il difensore dell'imputata eccepisce il vizio di motivazione in ordine alla mancata derubricazione del delitto, vista l'insussistenza dell'ingiustizia del profitto, in quello previsto dall'art. 393 c.p. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone) anziché in quello di tentata estorsione.

Estorsione minacciare l'amante di rivelare la relazione

Per i giudici di legittimità, tuttavia, tale conclusione non è condivisibile: integra infatti il delitto di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, l'azione violenta o minacciosa che, indipendentemente dall'intensità e dalla gravità della violenza o della minaccia, abbia di mira l'attuazione di una pretesa non tutelabile davanti all'autorità giudiziaria


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