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Si allunga la Lista delle sostanze dannose alla salute umana

È di pochi giorni fa la notizia da parte dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) dell’inserimento di quattro nuove sostanze nella cd “Candidate List”, la lista delle sostanze che possono avere gravi effetti sulla salute umana e sull’ambiente e che sono candidate all’eventuale inclusione nell’allegato XIV “Elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione”, ai sensi dell’art. 59 del Reg. n. 1907/2006 (“REACH”).

 La lista è pubblicata sul sito web dell’ECHA in conformità al paragrafo 10 del medesimo articolo n.59 citato. L’inclusione di una sostanza nella lista delle sostanze candidate determina, con effetto immediato, alcuni obblighi giuridici per le imprese interessate, ai sensi degli artt. 7, 31 e 33 del REACH.

Ciò riguarda non solo le sostanze incluse nell’elenco da sole o in miscela ma anche quelle presenti in articoli.

Con la recente inclusione di quattro nuove “sostanze estremamente preoccupanti”, la lista annovera dunque 201 voci. L’aggiornamento è stato dettato dalla loro tossicità per la riproduzione, dalla capacità di interferire con il sistema endocrino a e da una combinazione di altre proprietà che danno adito ad un livello di preoccupazione equivalente a quella suscitata dalle sostanze “CMR” (cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione),  “PBT” (persistenti, bioaccumulabili e tossiche) e “vPvB” (molto persistenti e molto bioaccumulabili).

Si tratta dei seguenti:

– interferenti endocrini:  tris(4-nonylphenyl, branched and linear) phosphite (TNPP)  e 4-tert-butylphenol

– reprotossico: 2-methoxyethyl acetate

– sostanza con livello di preoccupazione equivalente: 2,3,3,3-tetrafluoro-2-(heptafluoropropoxy)propionic acid, its salts and its acyl halides

Sui fornitori di articoli contenenti più dello 0,1% p/p di una sostanza inclusa nella lista e rispondente ai criteri di cui all’art. 57 del REACH gravano una serie di obblighi di comunicazione al destinatario dell’articolo e al consumatore, su sua richiesta, per effetto dell’art. 33 del REACH “Obbligo di comunicare informazioni sulle sostanze presenti negli articoli”. (C.Z.)
(fonte: tuttoambiente)

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