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Rinnovabili: eolico in crescita nell'Ue, ma l'Italia resta indietro

Nel 2018 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico, idroelettrico e bioenergie raggiungono complessivamente circa 864 MW, segnando un +28% rispetto al 2017

L'energia eolica ha fornito il 14% di energia sui consumi totali in Europa nel 2018 secondo le statistiche di WindEurope, raggiungendo una potenza installata di 11.3 Gw, di cui 8.6 onshore e 2.65 Gw offshore.

L'eolico è in crescita in termini di copertura dei consumi rispetto al 2017, anno in cui era giunta al 12% in Europa. I Paesi che hanno fatto da traino sono la Danimarca che ha fornito la quota più alta di energia elettrica da fonte eolica lo scorso anno, con il 41%, seguita dall'Irlanda (28%), dal Portogallo (24%) e dalla Germania (21%). L'Europa ha oggi 189 GW di potenza eolica installata, di cui 171 GW onshore e 18 GW offshore

In questo scenario l'Italia resta il fanalino di coda. Nel 2018, infatti, secondo le stime dell'Anev sono stati installati poco più di 450 MW, una quota irrisoria rispetto al potenziale eolico italiano. WindEurope mostra il 2018 è stato l'anno record per i finanziamenti verso nuova potenza eolica.

L'Italia, sottolinea Anev, con il suo potenziale di oltre 17 GW al 2030 stenta oggi a raggiungere i 10 GW installati, gli operatori sono in attesa ormai da oltre un anno e mezzo delle aste per poter realizzare nuovi impianti e potenziare quelli esistenti e molte aziende chiudono con evidenti danni sull'occupazione.

Il Piano Energia e Clima, cui l'Italia ha volontariamente aderito proponendo un target del 30% di energia da Fer sui consumi finali lordi al 2030, impone al Governo di adottare misure efficaci. Per Anev il tempo a disposizione è ormai poco, ma serve un intervento efficace da parte della politica affinché l'Italia possa avere il ruolo che merita nelle classifiche europee, senza essere surclassata da Paesi in grado di sfruttare al meglio potenziali anche più bassi dei nostri.

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